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giovedì 8 novembre 2012

Maserati Birdcage 75° anniversario


maserati birdcage 75th
Spazio alle concept cars! Quest'auto è stata realizzata nel 2005 dalla Maserati in onore alla storica Birdcage, quando ha compiuto 75 anni. L'obiettivo era realizzare un'auto con una coerenza formale tra gli interni e la carrozzeria, con un motore sportivo. In questo caso si è studiata molto l'ergonomia, ovvero la progettazione sviluppata intorno all'utente, non in funzione solo dell'aerodinamica e delle componenti della macchina (la maggior parte delle auto sportive è decisamente scomoda e piccola, a malapena ci si sta dentro con la testa). Per la prima volta in una sportiva qui l'auto è vista come un oggetto che racchiude l'uomo, inoltre non è stata trascurata l'ecologia.
maserati birdcage 75thUna cosa molto interessante e particolare è l'ingresso in auto, che non avviene aprendo la portiera, ma si solleva in un unico corpo tutta la parte superiore dell'auto, compreso il tettuccio, sistema poi considerato pericoloso in caso di emergenza; in effetti se l'auto si ribalta sottosopra i passeggeri non potrebbero uscire dall'abitacolo; è pur vero che questo è un problema che si manifesta anche per le auto che hanno l'apertura ad ali di gabbiano, eppure queste sono prodotte in maniera massiccia da molte case automobilistiche lo stesso.
Il telaio è in carbonio a struttura portante, la carrozzeria in fibra di carbonio; sospensioni a quadrilateri articolati con schema push-rod; il cambio è a sei marce sequenziali.
Ovviamente non poteva mancare un bel po' di elettronica e un innovativo sistema di comunicazione tra auto e utente, grazie alla collaborazione con Motorola, tutto tramite connessione bluetooth e le informazioni sono riportate su un pannello trasparente.
maserati birdcage 75th
maserati birdcage 75th
Il motore utilizzato è un potente V12 con inclinazione a 65° e cilindrata 6.0 cc in grado di sviluppare 700 cavalli; il peso complessivo del veicolo è di 1500 kg. Ulteriori dati in merito alla velocità massima, accelerazione e consumi non sono ancora resi noti.

Ha vinto molti premi, tra cui il “Best Concept” nel 2005 e come “Auto più bella al mondo”.

mercoledì 1 agosto 2012

Maserati Ghibli Spyder



Giorgetto Giugiaro: considerato da tutti il miglior designer di auto di tutti i tempi. Questo è un omaggio a lui.

STORIA
Quest'auto esce per la prima volta nel 1967 ed è provvista di un motore V8 di 4,7 litri in grado di erogare 330 CV, alimentato da quattro carburatori. Passa da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi e la velocità massima è di 270 km/h. Il cambio era in due versioni: o il manuale a cinque marce, oppure automatico a tre rapporti. Una particolarità di questo modello è la particolare scelta dei serbatoi: infatti sono due, o meglio, è uno ma diviso in due metà, e il conducente può scegliere da quale metà far alimentare il motore. Particolari e caratteristici delle auto sportive anni '70 sono i fari a scomparsa e i cerchi in lega, ormai presenti in tutte le auto di oggi, ma meno in quelle dell'epoca.
Nel 1969 venne presentata la Ghibli Spider in una produzione esclusiva, che consisteva in soli 125 esemplari, contro i 1.100 della versione coupè.
Sempre nel '69 uscì la Ghibli SS, prodotta in soli 25 esemplari e ricercatissima dai collezionisti. Era spinta dal nuovo V8 a carter secco di 4,9 litri, per la bellezza di 335 cavalli, solo cinque in più della originale, ma che gli consentono di arrivare a 280 km/h di punta. Oltre alle prestazioni sportive, la SS offre anche il lusso del piantone dello sterzo regolabile, il bloccasterzo, sedili in pelle reclinabili con poggiatesta, finestrini oscurati con alzacristalli elettrici e aria condizionata.
DESIGN
Disegnata dal maestro Giorgetto Giugiaro e caratteristica per il suo frontale basso e a punta, ebbe un ottimo successo, più delle rivali quali la Ferrari Daytona e la Lamborghini Miura (anche se questa era ancora più ambita, ma un po' più costosa, inoltre riscontrava qualche problema durante le soste, in quanto tendeva ad incendiarsi; risolti questi problemi sarebbe stata un'ottima sfida tra le due). Al contrario del cofano, il posteriore era più alto, per motivi aerodinamici, ma anche funzionali.